Comunicato importante del CIG, incidenti impianti gas

BASTA! I recenti luttuosi avvenimenti relativi ad incidenti da gas combustibile ci spingono ad aprire questo comunicato stampa con un’esclamazione: basta!

Gli incidenti da gas non sono accadimenti inevitabili determinati dal perfido Fato; si possono e si debbono evitare.

Poiché il gas rimarrà ancora per decenni una delle principali fonti energetiche, è un dovere di tutti prevenire il verificarsi di tali nefasti e luttuosi accadimenti.

E’ “prevenzione” la parola chiave in questo contesto.

Da anni dal Comitato Italiano Gas partono inviti alle Istituzioni a produrre uno sforzo comune affinché questi accadimenti vengano affrontati in una migliore ottica di prevenzione.

Non si può più sottovalutare questa necessità! In Italia ci sono circa 27 milioni di impianti alimentati con gas combustibile e ne sono interessati circa 43 milioni di cittadini!

Bisogna prendere atto della necessità che i cittadini, debbano essere resi maggiormente consapevoli all'utilizzo degli apparecchi alimentati a gas che devono essere sempre adoperati appropriatamente, con coscienza di causa e tenendo sempre ben presenti gli accorgimenti per evitare eventuali rischi derivanti dal loro non corretto (o doloso) impiego.

Tale invito purtroppo non ha trovato ancora riscontro, salvo vedere in seguito ad ogni avvenimento apparire notizie di ipotetici interventi e di miracolosi dispositivi che risolveranno ogni questione, eliminando tutti i pericoli…

Nessun passo avanti è stato invece fatto nella logica di controlli di sicurezza preventivi sugli impianti, probabilmente l’unica arma che potrebbe consentire una drastica riduzione degli incidenti.

Si ritiene, infatti, che l’applicazione delle regole previste per i controlli sugli impianti, che siano mirati alla salvaguardia della sicurezza individuale e collettiva, possano essere uno degli interventi determinanti ai fini della prevenzione.

In tale contesto, pur essendo la deliberazione 40/04 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG), orientata in questa logica d’intervento, essa al momento vige solo per gli accertamenti documentali sugli impianti di nuova installazione riservati al personale (accertatori) delle aziende di distribuzione e eventuali verifiche con sopralluogo sui medesimi riservate all’ente di controllo individuato dalla legge (Legge 46/90, dal 27 marzo 2008 sostituita dal D.M. del 22/01/2008 n.37.

E’ ovvio che gli aspetti potenzialmente più pregiudizievoli per la sicurezza debbano però essere ricercati negli impianti in esercizio da più lungo tempo, per i quali sarebbe necessario avviare una massiccia campagna di controllo.

Il Comitato Italiano Gas la sua parte la sta facendo; con una norma tecnica di nuova emanazione (la UNI 7129) e con la collaborazione dei fabbricanti nazionali di piani di cottura alimentati a gas, ha praticamente vietato l’installazione di piani di cottura privi del dispositivo di sicurezza per l’assenza di fiamma (la cosiddetta termocoppia); ha introdotto nuove e più restrittive regole per l’installazione di nuovi impianti alimentati a gas.

Adesso altri devono intervenire e tre sono le cose importanti da fare:

  1. Non si può più rinviare! E’ ormai tempo di avviare, da parte delle Istituzioni competenti un serio confronto per arrivare a definire in maniera univoca uno schema nazionale per i controlli di sicurezza per le utenze domestiche, che tenendo conto delle esperienze sinora prodotte in questo campo, consenta al nostro Paese di portarsi a livello di quei Paesi dell’Unione che già da molto tempo vantano degli efficienti schemi di controllo per gli impianti domestici che utilizzano gas combustibili.

  2. Qualificare! Gli operatori del settore gas che operano nel settore domestico, (installatori, manutentori), debbono essere qualificati. La qualificazione dovrà prevedere un percorso di formazione specifico e degli aggiornamenti periodici.

  3. Rottamare! Un piano di rottamazione, con incentivazioni, degli apparecchi a gas obsoleti, avrebbe sicuramente benefici effetti.

Darebbe un positivo riscontro in termini di riduzioni degli incidenti, aiuterebbe a minimizzare i consumi e quindi le emissioni ancorché poco inquinanti e potrebbe dare un soffio d’ossigeno anche all’industria nazionale.

Con riferimento, poi, all’impiego delle bombole di GPL è importante - anche in questo caso - diffondere una cultura nella prevenzione e nell’uso sicuro di tale mezzo di distribuzione.

La bombola, infatti, di per sé è intrinsecamente sicura sempre che venga riempita negli stabilimenti a ciò destinati che garantiscono il controllo del grado di riempimento (che non deve superare l’80% del volume) e l’effettuazione dei controlli sull’apparecchio e sui suoi accessori di sicurezza.

Inoltre, va ricordato che la bombola deve essere posizionata lontano da fonti di calore e non deve essere collocata in locali interrati e seminterrati; inoltre, i tubi di gomma che collegano la bombola agli apparecchi di utilizzazione, devono essere cambiati ogni cinque anni.

Come è evidente, si tratta di piccole accortezze e di semplici regole di prevenzione che devono essere rispettate a garanzia dell’incolumità propria ed altrui.

Bisogna affrontare anche un altro aspetto, su cui spesso viene steso un velo di inopportuno silenzio, l’uso doloso (e criminoso) del gas.

Ci si riferisce alla piaga dei suicidi e tentati suicidi con l’uso del gas.

Ancora oggi moltissima gente è convinta che l’inalazione del gas combustibile può essere nociva e condurre in poco tempo alla morte.

E’ un retaggio che deriva dai tempi passati, quando veniva distribuito il cosiddetto gas di città (gas manifatturato) che, proveniente dalla distillazione del coke era nocivo anche se inalato in dosi relativamente modeste. Il gas naturale distribuito a mezzo reti e il GPL non hanno queste proprietà nocive.

L’inalazione prolungata può condurre a forme di avvelenamento ma generalmente non è mortale.

Avviene dunque che persone che abbiano deciso di togliersi la vita, ignorando ciò, liberino il gas per inalarlo, con il risultato di creare accumuli dello stesso che innescati per un qualsiasi motivo (la partenza del motore del frigorifero, lo squillo del campanello, ecc), esplodano con conseguenze rovinose.

Bisogna fare in modo che i cittadini conoscano questo stato di cose, affinché i potenziali suicidi rinuncino ad usare il gas, privando così della vita altri innocenti.

Non sono cose comode e facili da dire e costa scriverle ma bisogna avere il coraggio di farlo, per il rispetto della vita, della vita di tutti.